Visita al SERMIG dei nostri ragazzi del servizio civile

Il 3 febbraio siamo stati in visita al SERMIG (Servizio Missionario Giovani), una particolarissima struttura in Via Borgo Dora a Torino.

“Particolare” perché varcato l'ampio ingresso la sensazione che ci ha raggiunto è stata un po' quella di l'entrare in un mondo che cammina e procede grazie a una sua forza intima, quasi segreta.

L'edificio è il risultato della fatica e i contributi economici di migliaia di volontari che hanno reso reale l'idea di trasformare i 45mila metri quadrati di uno dei padiglioni dell' (ormai ex) Arsenale Militare di Torino in quello che oggi è un monastero metropolitano che non ferma mai la sua attività.

Da allora questo luogo è chiamato “Arsenale della Pace”. In origine il fondatore Ernesto Olivero aveva pensato al SERMIG come un gruppo missionario con l'obiettivo di contrastare il problema della fame nel mondo attraverso opere di giustizia e aiuti materiali, in cooperazione con i missionari presenti in tutti i continenti .

Il fine rimase questo finché anche il problema della condizione dei poveri di Torino non cominciò a far nascere in lui e negli altri missionari della “Fraternita della Speranza” l'idea e la voglia di renderlo un luogo di speranza e sostegno reale per le persone della città che vivevano situazioni di forte povertà e disagio.

Così prese forma l'Arsenale che oggi vediamo. Nelle stanze riservate all'ospitalità notturna possono soggiornare fino a 30 persone e molte di più possono prendere parte ai pasti e ai servizi all'interno dell'ambulatorio medico. Un'altra area molto interessante è quella dedicata alle attività, a partire dalla Scuola Artigiani Restauratori, una scuola pluridisciplinare che da più di dieci anni offre corsi di restauro antico e altre discipline artistiche come la fotografia o la scultura; e il nido del Dialogo, un asilo nido multietnico dove l'educazione dei bambini viene messa sullo stesso piano dell'integrazione e dell'educazione civica delle famiglie italiane e straniere.

Ogni luogo qui è fiorito per restituire e condividere con le persone tempo, professionalità, cultura, beni materiali e spirituali e per portare uomini e donne a riscoprire i propri talenti per far si che che anche nei momenti deboli della vita e nella sofferenza sappiano riconoscere la ricchezza della diversità insieme al valore del dono.

L'Arsenale della Pace è stato all'altezza fin dal principio di risorgere e accogliere per se stesso una grande trasformazione. Anche oggi è riuscito a mostrarci che dare speranza e operare con la presenza di Dio nella quotidianità resta sempre il più potente carburante per tenere in moto l'amore per la vita.

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