Primo maggio 2018

Primo Maggio 2018 – Alla riscoperta degli operai 2.0

 

In un mondo in continua evoluzione è difficile essere sempre al passo coi tempi. Il repentino mutamento
del mondo del lavoro ha comportato un profondo cambiamento della nostra società e risulta molto più
complesso aggiornare i vecchi schemi sulla realtà di oggi. Quest’anno la GiOC ha provato ad interrogarsi
proprio su questo lanciando l’evento “Operai 2.0-Lavoratori oltre la fabbrica” in occasione del Primo
Maggio 2018.
Già all’assemblea di gennaio i militanti hanno avuto modo di mettersi in discussione sulla propria identità
chiedendosi quale fosse la percezione del mondo “operaio” e “popolare” verso cui la GiOC si sente
chiamata. Molto interessante è stato notare la fatica a spezzare i pregiudizi che queste parole si trascinano
dietro, rendendo molto ardua l’impresa di farle aderire al contesto attuale. La prospettiva cambia quando
invece si parla di “condizione operaia” e del suo significato in termini di orari, qualità del lavoro, precarietà,
qualità di vita a livello sia di salute che relazionale, ecc… Da questo punto di vista si nota come “l’operaio”
di oggi non vive solo nelle fabbriche ma anche in molti altri contesti lavorativi, talmente articolati da
risultare addirittura meno protetti e tutelati. Attraverso un sondaggio si è provato quindi a sensibilizzare i
giovani del movimento e delle reti associative su questo tema, confrontando la propria esperienza
lavorativa con i tempi di vita, gli affetti e la possibilità di vivere altre realtà di servizio al di fuori del proprio
lavoro (associative, politiche, ecc..). Ne è nata una raccolta interessante di esperienze molto differenti, tra
chi tenta di realizzare il proprio percorso professionale a chi invece è disposto ad accettare qualunque
offerta gli venga proposta. Traspare però il valore del lavoro come identificativo della persona, la volontà di
vivere con esso la propria strada non sono professionale ma anche di crescita personale, il bisogno di un
lavoro che non solo sia un mezzo per guadagnare denaro, ma che sia fonte di dignità e realizzazione.
Nella serata del 30 di aprile si è avuto modo di riunirsi per una festa nei locali dell’Engim di Torino, realtà
con cui si è molto collaborato in questo anno. Durante la serata, oltre la musica, si è potuto assistere ad una
presentazione dei risultati del sondaggio e all’ascolto delle interviste rivolte ai ragazzi di Laboratorio
Metropolitano. Il giorno seguente invece si è potuto vivere il corteo sempre in maniera coreografica e
rumorosa, ma ricca di messaggi. La messa si è rivelata molto intensa e partecipata, è stata un’occasione di
incontro e raccoglimento molto sentito, dettato dal bisogno di far comunicare la propria dimensione
lavorativa, la propria esperienza quotidiana, con la preghiera.
Il Primo Maggio è stato questo. Il movimento ha iniziato un bel percorso sulla riscoperta di sé e della sua
vocazione, un percorso che certamente è all’inizio, ma che mira sempre all’incontro e alla coscientizzazione
dei giovani studenti e lavoratori, poiché il cambiamento che ci troviamo a vivere in questi anni non è solo
economico ma culturale.

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