Fondata sul lavoro – il modulo formativo organizzato da Gioc e Azione Cattolica. L’esperienza di Alessandra.

Mi presento: sono Alessandra Passarini, ho 21 anni e sono Militante della zona di Settimo e quest’anno ho scelto di fare il Servizio Civile presso la GiOC.

Nei giorni 2-3 marzo ho partecipato al modulo formativo su giovani e lavoro, organizzato da GiOC e Azione Cattolica con il titolo: Fondata sul lavoro.

Il weekend di formazione è iniziato con l’intervento di Suor Alessandra Smerilli, docente di economia presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium.

Nella seconda metà della mattinata si è tenuta invece la tavola rotonda con Sergio Gatti, direttore Federcasse, Maurizio Sorcioni, Direttore ANPAL Servizi e Tiziano Treu, Presidente del CNEL. Questo momento della mattinata è iniziato con l'intervento di Tiziano Treu che ci ha spiegato il cambiamento del mondo del lavoro negli anni, attraverso tre cause fondamentali.

La prima causa sono le nuove tecnologie, che influiscono non solo sulle cose materiali ma anche sul modo di pensare e che, nel bene e nel male, hanno un impatto su tutti i lavori e soprattutto sui giovani. La seconda causa è la demografia, in particolare la fuga dei giovani dall'Italia: è stato sottolineato come spesso non si utilizzino le opportunità, perchè non dobbiamo dimenticare che anche i giovani possono insegnare. Infine l'ultima causa è la globalizzazione e la pressione dell'economia mondiale.

In seguito Maurizio Sorcioni ci ha fornito una fotografia analitica del mondo del lavoro, mostrandoci grafici in cui si mettevano a confronto l'Italia e gli altri paesi europei dal 2005 al 2015. Qui abbiamo visto come l'Italia sia uno dei paesi con il più basso tasso di occupazione e con le più alte percentuali di Neet, di scoraggiamento, e quindi di disoccupati che diventano inattivi.

La tavola rotonda si è conclusa con l’intervento di Sergio Gatti, che ha ribadito come l’educazione informale sia fondamentale tanto quanto quella formale e che ognuno di noi può contribuire portando ciò nei vari ambiti della propria vita.
Nel pomeriggio siamo stati suddivisi in gruppi per partecipare ad un workshop a scelta tra le sfide dell’innovazione: lavoro, formazione ed internazionalizzazione; lavoro, diritti e conciliazione vita-lavoro; creare nuove opportunità di impresa e lavoro. Io ho scelto quest’ultimo perché era quello che sentivo più vicino a me.

In ognuno di essi erano presenti due esperti, di cui uno portava la parte più esperienziale per entrare nel concreto del discorso. In particolare nel workshop scelto da me era presente Ivan Vitali: ci ha spiegato che l’economia civile è quella che ha come scopo il bene comune e che è fondata sulla fraternità, sulla reciprocità e sulla gratuità. Essa interessa a molte persone, da chi gestisce un oratorio, agli educatori di cooperativa, alle associazioni, fino alle piccole e medie imprese. L’economia civile si differenzia da quella tradizionale per il modo in cui si lavora e non per cosa si produce.

Questa parte un po’ più teorica del workshop è stata integrata dall’esperienza di Stefano Rivolta, ex militante della GiOC, che ad oggi gestisce insieme alla sorella un’impresa di famiglia che opera nel settore della rifinitura del legno, producendo parti di strumenti musicali grazie a materiali provenienti da tutto il mondo. Nel suo intervento ci ha fatto capire che per fare l’imprenditore c’è bisogno di competenze specifiche e che bisogna anche essere sempre pronti a scoprire cose nuove.

Il pomeriggio si è concluso con un momento di confronto stimolato da situazioni reali che sono state poste per provare a trovare insieme la soluzione più adatta. Nel mio gruppo Ivan Vitali ci ha raccontato il caso della fabbrica che produce bombe in Sardegna, facendoci interrogare su quali fossero le criticità, quali le questioni aperte e quali potessero essere le soluzioni per poter applicare l’economia civile.

La sera di sabato è stata animata dalle Suore Operaie della Santa casa di Nazareth che ci hanno fatto vivere il lavoro sotto un altro punto di vista: quello dei cinque sensi.

Infine domenica ci siamo confrontati riguardo l’evangelizzazione sui luoghi di lavoro: abbiamo ascoltato alcune esperienze tra cui quella delle Suore Operaie che ci hanno detto che per loro evangelizzare sul posto di lavoro è semplicemente come ci si comporta sul luogo di lavoro e che, nello specifico, la loro presenza come dipendenti pone sempre molti interrogativi ai colleghi, sia sul perché una religiosa sta lavorando lì con loro, ma soprattutto per loro stessi. Per le suore operaie è infatti importante essere accanto ai colleghi e faticare come loro.

La formazione si è conclusa con l’intervento di Don Bruno Bignami Direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, che ci ha detto come ogni esperienza di lavoro abbia già una parte di evangelizzazione in sé, perché è un’esperienza che coltiva, custodisce e alimenta il contesto comunitario.

In conclusione è stato un weekend molto intenso ma fondamentale, per chi come me non aveva mai affrontato così approfonditamente il tema del lavoro e i giovani, e sicuramente anche per chi vive ogni giorno questo tema, perché ha permesso loro di ascoltare e porre domande a persone esperte.

Questa formazione secondo me è stata la GiOC in tutto e per tutto perché si trattavano temi come lavoro, giovani e fede, il tutto attraverso lo strumento fondamentale della formazione!

 

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